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10/10/2006 Cocaina in ParlamentoSCOMPIGLIO IN PARLAMENTO DOPO IL TEST DELLE 'IENE' SULLA DROGA
ROMA - Rischia di creare qualcosa di più di un incidente diplomatico il risultato del test delle 'Iene' (un deputato su tre fa uso di sostanze stupefacenti, per la maggior parte cannabis, ma anche cocaina) che dovrebbe essere mandato in onda domani sera su Italia 1. Con uno stratagemma 50 onorevoli sono stati 'intervistati' da una Iena in borghese, che con la scusa di una ritoccatina al trucco per la resa in tv ha ricavato i dati all'insaputa degli intervistati. Mentre fuori dal mondo politico si discute sulla validità del test, e se ci siano o meno gli estremi per imputare agli inviati la violazione della privacy, a Montecitorio iniziano a spuntare le prime 'vittime' delle 'Iene'. Se Tommaso Pellegrino, dei Verdi, si dice contento di avere partecipato e si augura che "sia l'occasione di un dibattito contro l'ipocrisia del proibizionismo", Italo Bocchino, di An, querela la trasmissione "pur non avendo niente da nascondere". Nel corso della giornata è stato unanime lo sdegno verso il metodo poco ortodosso usato dagli inviati del programma di Italia 1, anche se non tutti i parlamentari concordano sulle conseguenze che potrà avere la messa in onda del servizio. Molti ammettono di non stupirsi del quadro che emergerebbe dal servizio televisivo, come Carlo Giovanardi che, pur mettendo in dubbio l'affidabilità del test, la butta in politica sostenendo che la droga gira anche tra i senatori, soprattutto quelli a vita. C'é invece chi la prende con ironia, come il radicale Capezzone, convinto che "se un cane poliziotto entrasse in alcuni luoghi della politica ufficiale prima gli andrebbe in tilt il naso e poi si arrenderebbe..." Alcuni parlamentari puntano il dito contro l'ipocrisia di una parte del mondo politico. Lo fa Paolo Cento, dei Verdi, che accusa chi "vota leggi liberticide e poi sniffa cocaina", mentre molti colgono l'occasione per reclamare a gran voce una svolta antiproibizionista della normativa sulla droga. Se il ministro Paolo Ferrero, con delega alle tossicodipendenze, invita a "riflettere in modo più laico su questi temi", il diessino Paolo Gambescia si dice "molto preoccupato" per il metodo (proprio quando "stiamo discutendo se serva o meno l'assenso per i prelievi nei processi penali a imputati per reati gravi") e per l'effetto che potrà avere il servizio sul dibattito parlamentare quando si dovrà affrontare la riforma della legge sulle tossicodipendenze. La corte di Cassazione si è pronunciata in merito al tema dello spaccio di stupefacenti sostenendo che la droga e il mercato nero mettono in pericolo "la salute pubblica, la sicurezza e l'ordine pubblico". Sempre oggi a Milano un'associazione che si occupa del recupero delle tossicodipendenza ha diffuso dati che parlano di 2,2 milioni di italiani che almeno una volta nella vita hanno fatto uso di cocaina. I nostri parlamentari sarebbero così lo specchio fedele della realtà che rappresentano? Secondo Federserd, la federazione dei servizi pubblici delle dipendenze, se i dati sono attendibili, nonostante l'età, i deputati consumerebbero stupefacenti quasi quanto gli studenti delle superiori. "Che sia un segno - si chiedono a Federserd con una punta di ironia - di vitalità dei nostri parlamentari?". 10/5/2006 L'italia antisemitaSentivo Auschwitz...
La voce calda di Cisco e voce appassionata e sfiatata di Guccini.
Ho letto anche una raccolta dei Wu Ming, intitolata La mia pima volta, e non con una donna, ma un tet a tet con un fascio.
Shakera e ti viene in mente questo: la lista degli ebrei deportati in Germania povenienti dall'Italia mit altre specifiche.
La morte si è fatta periodo storico.
Ebrei deportati dall’Italia (per provincia di arresto)*
* Da Liliana Picciotto Fargion, Il libro della memoria. Gli Ebrei deportati dall'Italia ..., Mursia, Milano 1991, p. 29. Ebrei morti per persecuzione in Italia (per provincia di arresto)*
Campi di destinazione degli ebrei deportati dall’Italia*
* Da Liliana Picciotto Fargion, Il libro della memoria. Gli Ebrei deportati dall'Italia (1943-1945). Ricerca del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, Mursia, Milano 1991, p. 32.
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